Normativa

In questa sezione sono elencate le principali fonti normative nazionali e regionali toscane concernenti le attività di diagnosi precoce.

Delibera della Giunta Regionale toscana n.741 del 01-09-2014 che indica le modalità operative per il programma di screening per il tumore della cervice uterina con test HPV come test di screening primario nelle donne tra 34-64 anni, affidando ad ISPO il coordinamento e la gestione clinica del protocollo a livello regionale. Viene inoltre inserito nel catalogo regionale delle prestazioni ambulatoriali l’attività di screening “HPV primario con citologia di triage”, prevedendo la non rimborsabilità del test HPV al di fuori dei programmi di screening

Piano Regionale di Prevenzione 2014-2018, ai sensi dell’Intesa della Conferenza Stato-Regioni 156/csr/2014. Il Piano regionale recepisce il Piano nazionale e dà priorità all’aumento dell’estensione ed adesione all’invito dei programmi di screening attivi nel territorio toscano ed all’implementazione dello screening con test HPV primario nelle donne 34-64enni

Intesa Stato-Regioni del novembre 2014 sul Piano nazionale della prevenzione 2014-2018. L’Intesa tra Governo, Regioni e le Province autonome, prevede che le Regioni, entro il 31 dicembre 2014, recepiscano con apposita delibera il Piano nazionale della prevenzione 2014-2018. Nel Piano viene ribadita come priorità l’aumento dell’estensione e dell’adesione ai programmi di screening organizzato e l’avvio dello screening basato sul test HPV

Delibera della Giunta Regionale toscana n.1235 del  28 dicembre 2012 che identifica ISPO come sede per la centralizzazione dei test di laboratorio per lo screening oncologico al fine di garantire appropriatezza, qualità e razionalizzazione dell'uso delle risorse e delle  competenze professionali necessarie e istituisce presso ISPO il “Laboratorio di Prevenzione Oncologica”

Delibera della Giunta Regionale toscana n. 1049 del 26 novembre 2012 “Programma di screening regionale per il tumore della cervice uterina con HPV primario in sostituzione del Pap-test. Progettazione e modalità attuative”. L’atto sancisce l’attivazione del nuovo programma di screening per il carcinoma della cervice uterina basato sul test molecolare per la diagnosi delle infezioni da HPV ad alto rischio

L.R. 19 Giugno 2012 n. 32 che ha confermato con le modifiche apportate all’art.1 e 2 della L.R. 3/2008 la funzione di struttura di riferimento a livello regionale di ISPO per gli aspetti diagnostici correlati agli screening istituzionali, attribuendo come attività istituzionali di ISPO la definizione dei percorsi diagnostici nel campo della Prevenzione Secondaria in ambito oncologico e la promozione e realizzazione di programmi di screening oncologici

Intesa Stato-Regioni del 29 aprile 2010 che approva il Piano Nazionale della Prevenzione 2010-2012, in cui viene ribadita la necessità di estendere i programmi di screening, si dà l’avvio alle sperimentazioni per l’utilizzo del test HPV come test di screening primario e si individuano altre aree di innovazione per i tre screening. Con Delibera n.1176 del 28 dicembre 2010 la Giunta regionale toscana approva il Piano Regionale della Prevenzione (PRP) 2010-2012 che recepisce gli obiettivi del Piano Nazionale

Piano screening 2007-2009 approvato con il Decreto ministeriale dell'8 giugno 2007: definisce modalità e criteri di realizzazione dei programmi per il superamento delle criticità nelle Regioni meridionali. Per accedere a queste risorse, le Regioni devono presentare progetti di superamento delle criticità e raggiungere gli obiettivi di qualità ed estensione previsti dal Piano

Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005: include il Piano nazionale della prevenzione 2005-2007, cui sono vincolati fondi per 440 milioni di euro all‘anno e che prevede, tra gli altri obiettivi generali, il potenziamento degli screening oncologici (cap. 2.2)

Legge 138 del 2004 - art. 2 bis: impegna il Paese a colmare gli squilibri dell‘offerta degli screening tra le diverse Regioni e ad attivare lo screening per il cancro del colon retto, destinando ulteriori 52 milioni di euro a questi obiettivi

Delibera della Giunta Regionale Toscana n°1342 del 20 Dicembre 2004 regolamenta le procedure di qualificazione dei programmi di screening della Regione Toscana, in base alle quali l’ITT utilizza il CSPO, ora ISPO, come struttura presso cui è istituito il Centro di  Riferimento Regionale (CRRPO) per la prevenzione oncologica

Intesa Stato-Regioni del 29 luglio 2004: contiene il Piano nazionale di prevenzione attiva 2004-2006, che individua tra le aree di intervento anche gli screening (cap. 3.3)

Raccomandazione del 2 dicembre 2003 del Consiglio dell‘Unione Europea agli Stati membri per l‘attuazione dei programmi di screening per il cancro della mammella, della cervice uterina e del colon retto

Piano sanitario nazionale 2003-2005: prevede l‘offerta di test di screening di provata efficacia (Pap test, mammografia, ricerca del sangue occulto nelle feci) alle persone sane

Delibera del Consiglio Regionale toscano n°140 del 29 Luglio 2003 definendo come strategico il modello organizzativo toscano della rete oncologica regionale intesa come sistema diffuso e coordinato di competenze in campo oncologico si istituisce l’Istituto Toscano Tumori (ITT). Detto Istituto inteso come struttura di coordinamento regionale ha il compito di garantire la funzionalità complessiva e l’omogeneità di assistenza sia in termini di offerta che di qualità elevata su tutto il territorio regionale e tutto l’ambito oncologico dalla prevenzione, alla terapia, alla riabilitazione, alle cure palliative

Accordo Stato-Regioni dell‘8 marzo 2001 sulle linee guida riguardanti la prevenzione, la diagnosi e l‘assistenza in oncologia: contiene molte indicazioni per l‘esecuzione degli screening di popolazione (obiettivo specifico intermedio n. 3)

Piano sanitario nazionale (Psn) 1998-2000: nell‘ambito del secondo obiettivo “Contrastare le principali patologie”, individua la diagnosi precoce tra gli interventi da promuovere in ambito oncologico ed estende a tutto il territorio nazionale gli screening di provata efficacia

Delibera della Giunta Regionale Toscana n° 24 dell’11 gennaio 1999 stabilisce le direttive per l’attuazione dei programmi di screening su base regionale conferendo la titolarità e la piena autonomia gestionale alle Aziende Sanitarie e ponendo loro l’obbiettivo di  completare la copertura dell’intera popolazione assistita per i programmi di screening citologico e mammografico e il raggiungimento del 50% per i programmi di screening dei tumori colo-rettali. L’attività di screening viene inoltre compresa tra gli obiettivi dei Direttori Generali 

Delibera del Consiglio Regionale toscano n° 18 del 3 Febbraio 1998 in essa la Regione Toscana ha definito la adozione dell’azione programmata “la Lotta contro i tumori e l’assistenza oncologica” per la quale sono stati stabiliti i contenuti, gli obiettivi e le linee strategiche. La stessa deliberazione ha stabilito le direttive tecniche alle Aziende Sanitarie in materia di programmi di screening della mammella, della cervice uterina, del colon-retto e per le attività coordinate di diagnosi precoce del melanoma, riportando in allegato i criteri operativi per la definizione dei programmi di screening nonché alcune proposte di valutazione e controllo di qualità dei programmi.