Risultati dello screening

Screening del tumore della cervice uterina

Il programma di screening per il tumore della cervice uterina è un programma ben consolidato in Regione Toscana, dove il 100% delle donne che ne hanno diritto ricevono l’invito di screening..

Screening con test HPV

Nel 2013 ha inoltre avuto avvio il nuovo programma di screening basato sul test HPV rivolto alle donne di età 34-64 anni. La Regione Toscana è stata una delle prime regioni italiane a programmare l’introduzione di questa importante innovazione tecnologica.

La regione Toscana ha scelto di implementare il nuovo programma a partire dalle donne della fascia di età 55-64 anni, per poi includere l’anno successivo le donne di età 45-54 e il terzo anno tutta la fascia target 34-64 anni. Una strategia simile per classe di età è stata recentemente adottata anche dalle regioni Veneto ed Emilia Romagna.

Attualmente questo nuovo programma di screening è attivo in 3 Aziende USL, una per ogni area vasta. Complessivamente nel 2013 l’Azienda USL 10 di Firenze, USL 9 di Grosseto e la USL 12 di Viareggio hanno invitato 21.748 donne della fascia d’età 55-64, di cui più di 11.000 hanno risposto all’invito (circa il 53%).

Screening con Pap test

In Toscana nel 2013 questo test era offerto ancora alla gran parte della popolazione 25-64 anni, perché il passaggio allo screening con test HPV è molto graduale per consentirne la massima efficienza organizzativa. Nelle tre Aziende d Firenze, Grosseto e Viareggio, il Pap test solo alle donne di età inferiore ai 55 anni.

Complessivamente 334.000 donne sono state invitate nel 2013 a fare il pap test di screening.

Di queste hanno risposto all’invito circa 171.000 donne (56,5%).

Lo screening con Pap test o con test HPV non ha come principale obiettivo quello di trovare veri e propri tumori invasivi. In realtà serve a rilevare la presenza sul collo dell’utero (cervice uterina) di lesioni che in una certe percentuale di casi possono progredire nel corso di molti anni verso tumori. Infatti in Toscana nel 2013 sono stati individuati con lo screening solo 12 tumori invasivi e 13 tumori microinvasivi (cioè con minima invasione dei tessuti e ottime possibilità di guarigione). Questi dati confermano che i programmi di screening attivi nella nostra regione da molto tempo hanno impedito la comparsa di tumori invasivi attraverso la diagnosi e la cura di lesioni pre-tumorali. Sempre nell’anno 2013, tra le donne che hanno fatto il test di screening sono state trovate circa 640 lesioni pre-tumorali.

Screening per i tumori del colon retto

Nell’anno 2013 sono state invitate in Toscana 447.386 persone. Hanno risposto all’invito sottoponendosi al test di screening 213.554 persone, cioè circa il 51% di tutte quelle che avevano ricevuto la lettera di invito. Tra queste, sono risultate positive al test per il sangue occulto fecale 10.170 persone (4,8%) che sono state poi invitate a sottoporsi alla colonscopia, per capire le cause del sanguinamento. La colonscopia è l’esame diagnostico vero e proprio, che consente anche di asportare sia una buona parte delle lesioni tumorali benigne eventualmente presenti (polipi adenomatosi o adenomi) che anche alcuni polipi con iniziale trasformazione tumorale, mentre i tumori invasivi vengono inviati a terapia chirurgica.

Nel 2013 in Toscana sono state fatte circa 7.847 colonscopie nelle persone positive al test.

In totale, nello stesso anno, grazie allo screening sono stati diagnosticati 244 tumori e 1.511 adenomi avanzati (con questo termine si intendono i polipi adenomatosi a maggior rischio di trasformazione tumorale maligna nel corso degli anni). In circa la metà dei casi di cancro, lo screening ha consentito la diagnosi in stadi precoci, cosa che invece non accade nella comune pratica clinica al di fuori dello screening.

Purtroppo non tutte le persone risultate positive al test accettano il consiglio di sottoporsi alla colonscopia. Infatti, ben il 22% delle persone positive al test non risulta aver eseguito ulteriori indagini all’interno del percorso di screening e questo è particolarmente preoccupante se si pensa che la probabilità che una persona risultata positiva al test possa essere portatrice di adenomi avanzati o di un cancro è piuttosto elevata (più di 1 persona su 4 tra quelle che fanno il test per la prima volta).

Screening per i tumori della mammella

I programmi di screening mammografico in regione Toscana sono stati avviati alla fine degli anni ’90 e sono oggi una realtà ben consolidata.

Oltre 228.000 donne toscane nella fascia di età 50-69 anni sono state invitate a sottoporsi ad una mammografia di screening (93% della popolazione bersaglio). Più di 7 donne su 10 hanno risposto all’invito facendo la mammografia.

Ogni 100 donne toscane che hanno fatto la mammografia di screening per la prima volta, in media circa 13 sono state richiamate per ulteriori accertamenti.

Nel 2013 grazie allo screening mammografico sono stati trovati circa 800 tumori della mammella, la maggioranza dei quali è stata scoperta in uno stadio precoce.